FACCIAMO LUCE SULL’AUTISMO

Data: 31/03/2021

In occasione della settimana per la consapevolezza sull’autismo, dal 29 marzo al 4 aprile, il cuore del Circolo Didattico “San Francesco” di San Severo si tinge di blu: tante le iniziative programmate dalla referente d’Istituto per l’Inclusione, Alessia Li Quadri, coadiuvata dall’abile supporto tecnologico e progettuale dell’insegnate Maria De Leo.

La rilevanza del tema, sul quale si è inteso sensibilizzare l’intera comunità scolastica, necessita che si accendano i riflettori dell’attenzione, della conoscenza e della consapevolezza sui diritti dei bambini e degli adulti affetti da sindrome dello spettro autistico e sulle difficoltà e i bisogni delle loro famiglie, soprattutto in un frangente storico caratterizzato da isolamento forzato.

Tante le criticità emerse in relazione allo specifico impatto della pandemia sulla salute fisica e psichica di queste persone che, a causa delle loro caratteristiche e del loro specifico stile di funzionamento, maggiormente hanno sofferto e soffrono per cambiamenti coercitivi e improvvisi delle routine.

Nella settimana dedicata alle iniziative di educazione, alla conoscenza e alla riflessione sull’argomento, le luci splenderanno di un blu più intenso il 2 aprile, data ufficialmente istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2007, quale World Autism Awareness Day, Giornata di Consapevolezza sull’Autismo.

I disturbi dello spettro autistico riguardano, con vari livelli di intensità, il neuro-sviluppo con compromissione del linguaggio e della comunicazione e dell’interazione sociale e sono caratterizzati da interessi ristretti, stereotipati, comportamenti ripetitivi, iper sensibilizzazione nei confronti di rumori e suoni, resistenza al cambiamento e, a seconda dei casi, anche aggressività e autolesionismo.

Dall’obsoleta e angosciante teoria della “fortezza vuota” e della “mamma frigorifero” di Bruno Bettelehim agli studi più recenti di neuropsicologia cognitiva dello sviluppo, che forniscono teorie interpretative dei disturbi dello spettro autistico sulla base della triade di sintomi (sociale, linguaggio e stile di pensiero e comportamento) comune ai disturbi dello spettro autistico, tanto lavoro di ricerca è stato fatto, ma, ad oggi, non vi è una teoria unificante che possa spiegare la sindrome secondo un modello lineare causa – effetto.

Quest’anno, nonostante la pandemia in corso e malgrado la ricorrenza specifica cada in periodo di sospensione delle attività didattiche per le festività pasquali, docenti  e discenti della San Francesco saranno impegnati dal 29 marzo in attività variegate, formative e informative, calibrate sulla specificità delle fasce d’età di alunne e alunne, volte al riconoscimento, all’accettazione e alla valorizzazione delle differenze come prerequisiti indispensabili per cogliere la ricchezza che si cela nell’autentica inclusione. L’obiettivo è lasciarsi gradualmente alle spalle il paradigma assimilazionista fondato sull’adattamento della diversità ad una data organizzazione, ed acquisire la piena consapevolezza che non esistono standard di adeguatezza da raggiungere ma il riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica ed extrascolastica di tutti i soggetti.

Come riporta il manifesto ideato per l’occasione, siamo tutti come tessere dell’enorme puzzle della vita e nessuna deve essere forzata per adattarla alle altre ma, esattamente con la propria particolarità e unicità, va inclusa nel progetto dell’esistenza e questo processo permetterà all’eterogeneità di costituirsi in un armonico intero.

L’inclusione, difatti, non è uno stato ma un processo, un contorno entro cui tutte le situazioni siano valorizzate, rispettate e fornite di opportunità, soprattutto a scuola.

Entrando nel merito delle varie proposte didattiche, si delinea e prende corpo, attraverso la mediazione dei vari personaggi delle “Storie per capire”, la riflessione, guidata dai docenti, su questo processo.

Tanti i personaggi da utilizzare in chiave didattica, il Gattino blu, i Trummies, i personaggi animati del piccolo Pablo, il cortometraggio, basato su una storia vera, Float e tanto altro.

La piena inclusione passa necessariamente attraverso il coinvolgimento ampio degli alunni e delle loro famiglie nella costruzione di ambienti di apprendimento realmente accoglienti e dalla consapevolezza che spesso occorra guardare solamente con occhi nuovi per scorgere l’eccezionale celato dietro ciò che non comprendiamo.

E Il velo di Maya che ci imprigiona nel pregiudizio e nello stereotipo si può squarciare con un’arma potente di cui la Scuola è formidabile dispensatrice: la conoscenza.

 

 

31 marzo 2021

La Dirigente, Laura Flagella